Tracce di storia in ogni camera ...

Ogni camera ha qualcosa da raccontare, ognuna racchiude dei dettagli che caratterizzanola storia della città di Termoli.  Pogettate con grande attenzione per i dettagli ognuna è a tema con lo scopo di far rivivere il fascino di un tempo passato. 

 

CAMERA ANDREA DA CAPUA

andrea da capua camera

La camera si ispira ad Andrea d’Altavilla di capua, duca di Termoli e conte di Campobasso. Il suo nome si trova in più avvenimenti del reame essendo valoroso nelle armi del pari che nella diplomazia . Partecipò alla storica disfida di Barletta nel 1503. Termoli era parte “del contado di Molise” molto ambito per gli snodi commerciali per via del suo piccolo porto.  Infatti era un avamposto per la citta di Larino per quanto riguardala produzione dell’ olio e San Severo ( la futura capitanata) per quanto riguarda la produzione di cereali in particolar modo il grano. La Puglia era chiamata il granaio d’ Italia per via dei suoi grani autoctoni e a Gragnano( NA)  nacque il primo pastificio sotto il dominio del re d Aragona.

Termoli fu per varie generazioni sotto il ducato dei Da Capua famiglia nobile napoletana ma non ci sono molte testimonianze perché il centro del loro feudo era Gambatesa dove si erge un magnifico castello medioevale che vale la pena di visitare 

CAMERA IL CASTELLO 

CAMERA IL CASTELLO

La camera Il castello è un omaggio alla Torre Sveva che si trova nella città ed è la torre più consistente della costa molisana. Oggi è un meraviglioso borgo da visitare che racchiude un pezzo di storia con particolari anche affascinanti. Uno tra tutti emerge guardando un’antica foto del borgo antico scattata prima che le mura vennero restaurate: è possibile infatti vedere un arco al fianco del castello che conduce ad un
tunnel. Purtroppo queste vie non sono più accessibili, ma dopo alcuni lavori di consolidamento alle mura è venuto alla luce ai piedi del castello un tunnel. Secondo molti questo passaggio non conduce a nessun posto. In realtà vi è un punto di arrivo: esso attraversa tutto il borgo antico e trova la fine del suo percorso sotto il vecchio convento delle suore all’ interno di una grotta che sfociava al mare. Con la costruzione del porto agli inizi del XX secolo la grotta è  sparita …la stessa che ogni notte si calava nei sotterranei delle mura di cinta che conducevano nei pressi della vecchia torre normanna… 

CAMERA  SAJAN E SARA

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La camera Sajan e Sara ci riporta nell'anno mille periodo in cui, sulle coste dell’Adriatico, vi erano continui sconttri in mare e Termoli era considerata una città di prestigio della costa dell’Adriatica per via del suo piccolo porticciolo, un punto strategico per assediare le Isole Tremiti. Proprio in questo periodo ci fu l’ incursione del pirata SAIAN che, con le sue navi e l'aiuto dei pirati armati,  misero la città a ferro e fuoco.

A noi però piace pensare che SAIAN abbia depredato, oltre la città di Termoli, anche il cuore di una bella termolese dal nome  SARA e che  se ne sia innamorato perdutamente. Da uomo avido qual era noi vogliamo immaginare che si sia lasciato rapire da colei che le aveva rubato il cuore…ma questa è un’altra storia. 

 

CAMERA IL TRABUCCO

il trabucco

“RITMI LENTI PER ASSAPORARE LA VITA” ....Il trabucco è un’antica macchina da pesca, diventando simbolo della cultura marinara termolese. I trabucchi sono parte integrante del paesaggio termolese, rappresentano una lunga tradizione, ciò di cui molti pescatori si sono serviti per la loro sopravvivenza diventando anche un motivo di orgoglio, un luogo d’intrattenimento e di curiosità per chiunque abbia voglia di visitarlo. Creature fantastiche dall’ossatura fragile, drammaticamente sospese tra terra e mare, come strane e giganteschi artropodi in agguato. Cosi appaiono all’occhio inesperto del viandante, unici e particolari con un’apparenza rudimentale. L’intelaiatura di funi e cavi, dall’apparenza fragili, ma con una stabilità insospettabile, è tale da resistere alle sollecitazioni delle reti ed alla furia del mare. I pali in legno di acacia, a loro volta incastrati negli scogli e nella sabbia si intrecciano con corda e legno , con cime che formano ragnatele e assecondano l’impeto del mare facendosi aiutare dalle funi del metalliche. La rete viene affondata in mare e ritirata periodicamente . I trabucchi: contadini o marinai?... in bilico tra terra e mare come strani equilibristi. Nonostante l’aspetto arcaico è dunque una macchina di complessa ingegneria, affinata in una pratica secolare che sembra debba essere fatta risalire ad alcune famiglie sefardite. Benché sia una struttura facile, riesce a resistere all’impatto del mare, e sopravvive alla forza distruttrice della natura. Cosi ricchi di mistero i trabucchi colpiscono l’immaginario collettivo, un tempo non molto lontano, erano fonte di ricchezza, oggi grazie alle iniziative di tutela e di recupero come patrimonio culturale e ambientale, come vere e proprie opere d’arte da parte di enti. Gabriele d’Annunzio le descriveva così ne “Il trionfo della morte”: “…la grande macchina pescatoria composta da tronchi scortecciati , di assi e gomene, che biancheggiava singolarmente, simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano”

SOTTO LE SEMBIANZE UN’ANIMA
M’incanto…
Quelle lunghe braccia sul mare.
Protese verso il cielo
Mi rimandano all’idea di un abbraccio, di un attesa, di una supplica
Il mistero quasi mi confonde:
Più non so se appartengo alla terra, al mare o al cielo
O forse un poco a tutti
M’incanto:
Nessun umile corpo della sopravvivenza
Si è mai elevato a tanta tenera poesia…
M’incanto a bocca aperta, nel silenzio.
Carlo Iezzi

CAMERA DUCHESSA ANGELICA

duchessa angelica

La camera è ispirata a una vicenda che risale alla fine del 1700, quando Angelica, una bellissima ragazza, originaria di un vicino paese albanese, andò in sposa, contro il suo volere, a un certo Bartolomeo.

Uomo ambizioso e senza scrupolo da semplice stalliere divenne l’uomo di fiducia del Duca di Termoli. Fu così che cominciarono a chiamarla     “LA DUCHESSA”

CAMERA OMBELICO DEL MONDO 

ombelico del mondo

Altro che lidi esotici, l’ombelico del mondo è Termoli... un paese sulla costa Adriatica, dove gli abitanti concludono affari a tavola, tra un pezzo di formaggio e un bicchiere di vino. Un paese che ha saputo fare del suo territorio uno dei più ricercati dai turisti che visitano il Molise. 

Termoli con il suo variegato paesaggio collinare con uliveti, frutteti, vigneti, con coste sabbiose che ricordano le dune del deserto, le fanno da cultura unica colorata e ricca.

Conosciuta per fare surf, con diverse attrazioni culturali, ha sempre qualcosa da offrire al turista e a tutti i viaggiatori: dagli escursionisti, ai villeggianti e agli amanti del sacco a pelo.

Termoli...terra del fuso orario, terra di templari e custodi di santi.

 

 

Sarà un piacere poter condividere le tracce di un affascinante passato con chi vorrà venire a scoprire la città di Termoli